Gli Elfi del Neimaràn e il ritorno dello Sciamano

Impressioni sul romanzo

Gli Elfi del Neimaràn e il ritorno dello Sciamano

di Matteo Rosati

Cari lettori, oggi vorrei proporvi il mio pensiero riguardo a questo romanzo, che qualche giorno fa avevo segnalato. Premetto che ne ho rivisitato anche la trama, secondo il mio punto di vista.

     

La trama

La regina degli elfi, Mittilnien, parte per una missione determinante: ritrovare l’amuleto della fata del suo popolo, Itnàl, per portare la pace nel territorio di Lieto e sconfiggere definitivamente il signore oscuro, il dio Ani, che, essendo imprigionato nella Gabbia di Potere creata dalle Tre Sorelle, portava distruzione tramite Sciàimar. L’intento principale del signore oscuro era quello di eliminare le tre fate sorelle, avere via libera alla conquista di tutto il vasto territorio e diffondere una nuova razza di elfi.

Insieme alla zirin dal lei formata, uno sparuto gruppo di soldati elfi e folletti, che poi si arricchirà di altri protagonisti di altre razze, dovrà attraversare una vasta area controllata da diversi regni sotto la minaccia di continui assalti e scontri per ostacolarne la riuscita. Durante la missione scoppieranno guerre civili, sia nel regno degli Elfi, a causa del tradimento di uno dei figli di Itnàl, l’ elfo Gheldaket, sia nel regno degli umani, a opera dei signori sostenitori di Ani: si sta preparando il ritorno della guerra continentale che aveva devastato il grandioso regno elfico tanti anni addietro, il regno Imaràn.

Le peripezie che attraverserà, disseminate di battaglie e di tradimenti operati da persone che credeva amiche, la porteranno sull’orlo della disfatta, tuttavia la sua determinazione e quella dei compagni la condurranno a concludere la missione e alla rinascita del nuovo regno elfico.

Ma le orde taurine di Sciàimar sono ormai alle porte dei regni e una nuova e devastante guerra è appena iniziata.

In tutto il romanzo si respira una splendida aria di serietà, e quindi di credibilità, intervallata da attimi di leggera ironia. Ritmi giusti e calibrati, una prosa scorrevole nel raccontare vicende di fughe, scontri e sentimenti, con un crescendo di nitidezza espressiva e di suspence fino alla conclusione. Quello che mi è piaciuto molto, senza nulla togliere a tutto il resto, e che considero un punto di forza, è stata l’abilità di creare un mondo a sè, con una sua identità ben delineata, un mondo ricco di popolazioni e animali fantastici che convivono e si scontrano. Popoli che si sono formati dai primi capostipiti nati dagli elementi della natura e che, attraverso di loro, hanno visto nascere i gruppi di centauri, minotauri e altri personaggi di fantasia. Popoli che vivono una condizione magica, e non solo, ben precisa; dotati di caratteristiche singolari e particolari che li distinguono da tutti gli altri. I folletti con poteri magici che consentono di mutare le dimensioni  o altro attraverso l’azione sulle fibre dei singoli elementi, e sulle fibre dell’universo agisce la stessa regina, Crionani privi di poteri magici ma dotati di braccia muscolose, di prominenze ossee e di capacità fisiche che li predispongono agli scontri. Non si può di certo paragonare l’universo di questo romanzo con quanto descritto da famosi scrittori del genere fantasy epico, ma credo che gli si avvicini di buon grado.

Senza dimenticare l’inserimento di canti poetici, a volte pieni di gioiosità a volte profetici,  che hanno sempre contraddistinto i romanzi epici di alto livello: primo tra tutti gli scritti di J.J. Tolkien. Un esempio:

Un pugnale contro di te puntato, fu sventato nel cuor della tempesta.

Ma il secondo verrà nel letto, dove la morte ti ha rifiutata,

Il terzo sarà blu, come il fiordaliso. Il quarto apparirà tra corazze e lame.

E se a tutti questi sopravviverai, nell’ombra, il quinto, aspettarti dovrai

Un elemento di novità credo si possa riconoscere nell’assenza di distacco che generalmente caratterizza i reali di questi universi: la regina degli Elfi, Mittilnien, appare come una del popolo e come un soldato qualunque parte per la missione, ma il suo retaggio di conoscenze vecchio di millenni la distingue ovviamente da tutti gli altri.

In conclusione, sono sempre stato convinto di una cosa. Quando durante la giornata hai un po’ di tempo a disposizione e in quel momento ti viene subito in mente il libro che stavi leggendo e non resisti alla tentazione di prenderlo in mano e sfogliarne le pagine, beh il segnale è evidente: si tratta di un buon libro!! E questo mi succedeva costantemente!!!!

Non mi rimane che attendere il prosieguo e continuare le avventure del mondo elfico di Matteo Rosati.

 

 

 

Segnalazione del romanzo

Gli Elfi del Neimaràn e il ritorno dello Sciamano

di Matteo Rosati

lettori di libri, vorrei segnalarvi un romanzo, naturalmente del genere fantasy, che ho trovato, a una prima occhiata, molto accattivante, già solo per il fatto che il fantastico popolo elfico ne è protagonista!!

 Titolo: Gli Elfi del Neimaràn e il ritorno dello Sciamano
Autore: Matteo Rosati
Casa Editrice: Youcanprint Self-Publishing
Genere: fantasy
Prezzo: 1,99 €  ebook   –   15,20 €  cartaceo
scaricabile o acquistabile qui
Pagine: 426

 

questa è la trama:

Ottant’anni sono passati dalla fine della guerra continentale, eppure il popolo elfico ancora non si è risollevato: un genocidio è stato subito, l’antico glorioso regno è caduto e soprattutto l’amuleto della fata protettrice del popolo è andato perso. Gli elfi vivono quindi ancora asserragliati dietro alle proprie paure e ai valli di confine del nuovo piccolo regno, il Neimaràn, mentre l’odio e il desiderio di vendetta si diffondono sempre più, fomentati da movimenti militaristi. La guerra continentale è perciò pronta a esplodere di nuovo. E Mittìlnien, regina degli elfi, sa che il solo modo per fermarla è ritrovare l’amuleto della fata Itnàl, l’unica capace di ridare la pace al suo popolo. Per questo motivo dovrà partire di persona alla sua ricerca, vivendo un’avventura in terre selvagge, in città splendide e luoghi sconvolti dalle guerre, dove forze oscure e antiche minacceranno il suo cammino. Nel suo regno intanto cercheranno di rimpiazzarla approfittando della sua assenza, accelerando così la rovina. “Il ritorno dello sciamano” è il primo romanzo della saga che ha per protagonista il travagliato e fantastico popolo degli elfi del Neimaràn.

E ora un accenno alla biografia di questo autore, tratto dal suo blog, al quale potete fare riferimento per scoprire più particolari

La mia biografia? Beh, è presto detta: dietro a me c’è il caos. Finito chissà come da adolescente a studiare elettrotecnica ed automazione, dopo il diploma sono entrato in convento con i frati domenicani, dove ho imparato la filosofia e la teologia alla scuola di Aristotele e S. Tommaso d’Aquino. Tornato a casa cinque anni dopo, ho trovato un lavoro che mi permettesse di coltivare la mia vera passione, cioè la narrativa. Dal Natale 2014 sto scrivendo la saga “Gli elfi del Neimaràn” e tante altre cose.

Con queste premesse credo proprio che abbiamo a che fare con uno scrittore veramente interessante!

In questo momento sto leggendo il suo romanzo e a breve esprimerò alcune impressioni a riguardo.

A risentirci a presto!!!

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